
Nel 2025 l’Italia conferma e amplia il sostegno alle madri lavoratrici attraverso il Bonus Mamme, un aiuto economico pensato per favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Il bonus non riguarda solo le lavoratrici dipendenti, ma anche molte autonome titolari di partita IVA, inclusi artigiani e commercianti iscritti alla gestione IVS.
Il Bonus Mamme è destinato alle madri lavoratrici con almeno due figli, il più piccolo dei quali deve avere meno di 10 anni (con una proroga a 18 anni in caso di 3 o più figli a partire dal 2027). Per le lavoratrici autonome, il requisito fondamentale è che il reddito derivante dal lavoro autonomo non superi i 40.000 euro annui.
Sono ammesse al beneficio le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS, nonché artigiane e commercianti iscritti alla gestione IVS, purché non adottino il regime forfettario che esclude invece dal bonus.
Le madri titolari di partita IVA iscritte alla gestione IVS artigiani e commercianti devono:
Avere almeno due figli minori di 10 anni.
Possedere un reddito annuo inferiore a 40.000 euro.
Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.
Presentare la domanda online o tramite patronati, allegando la documentazione richiesta.
Si ricorda che le nuove iscritte alla gestione IVS possono usufruire di una riduzione contributiva per 36 mesi, ma questa misura è distinta dal Bonus Mamme.
Il bonus consiste in 40 euro mensili, per un totale annuo massimo di 480 euro, esenti da tassazione. Viene riconosciuto per ogni mese di lavoro in cui si soddisfano i requisiti e viene erogato in un’unica soluzione a fine anno tramite accredito diretto.
La domanda va presentata tramite il portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS, o attraverso un patronato. È necessario fornire l’ISEE aggiornato insieme alla documentazione che attesti il diritto al beneficio. È importante presentare la domanda entro i termini stabiliti dall’INPS per non perdere il diritto all’erogazione.
Il Bonus Mamme 2025 rappresenta un importante supporto economico per le madri che lavorano in autonomia, inclusi gli artigiani e commercianti con partita IVA, contribuendo a ridurre l’impatto della responsabilità familiare sulla loro attività lavorativa. Rimangono però esclusi dal beneficio i titolari di partita IVA in regime forfettario e le lavoratrici domestiche, ambiti per i quali resta aperto il dibattito sulla necessità di ulteriori misure di sostegno.
Per consulenti professionali e lavoratrici autonome è fondamentale conoscere questi requisiti per orientare correttamente le clienti verso i benefici previsti dalla normativa in vigore.
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