
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, torna puntuale il tema della gestione fiscale degli omaggi ai clienti e delle spese di rappresentanza. Quest’anno, tuttavia, l’attenzione deve essere massima: il Decreto Fiscale, infatti, ha introdotto importanti novità sulla tracciabilità dei pagamenti a partire da quest’anno.
In questo articolo facciamo chiarezza su cosa è deducibile oggi e come prepararsi.
Sia per le imprese che per i professionisti, affinché una spesa sia qualificabile come “di rappresentanza” (e quindi deducibile), deve rispettare precisi requisiti (Circolare Ministeriale n. 34/2009):
Gratuità: Beni o servizi erogati senza corrispettivo.
Finalità promozionale: Devono mirare a generare benefici economici (migliorare l’immagine dello studio/azienda, consolidare rapporti).
Inerenza: Deve esserci un legame funzionale con la produzione del reddito.
Congruità: La spesa deve essere ragionevole rispetto all’attività svolta.
La discriminante fondamentale per capire se e quanto possiamo dedurre è il valore unitario dell’omaggio.
Questa è la soglia di sicurezza per la piena deducibilità.
Costo: Integralmente deducibile (100%).
IVA: Totalmente detraibile (se il bene non rientra nell’attività propria dell’impresa).
Se il valore supera questa soglia, l’omaggio viene trattato fiscalmente come una spesa di rappresentanza.
Costo: Deducibile solo entro certi limiti percentuali (vedi punto 4).
IVA: Totalmente indetraibile (salvo che si tratti di beni prodotti o venduti dall’impresa stessa).
Questa è la modifica più importante da segnare in agenda. L’integrazione all’art. 54-septies del TUIR introduce una stretta sui pagamenti in contanti.
Da quest’anno (2025), le spese di rappresentanza, gli omaggi e le spese di vitto/alloggio/viaggio sono deducibili SOLO se pagate con strumenti tracciabili.
Cosa significa in pratica? Se acquisti un cesto natalizio o offri una cena a un cliente pagando in contanti, perdi definitivamente la possibilità di dedurre il costo, anche se hai la fattura.
Strumenti ammessi: ✔️ Bonifico bancario/postale ✔️ Carta di credito, debito o prepagata ✔️ Assegno bancario o circolare
Nota dello Studio: Questa regola si applica anche alla deducibilità delle spese di trasferta (vitto, alloggio, viaggio) sostenute in Italia.
Quando le spese superano i 50€ o rientrano nella rappresentanza pura (es. cene, eventi), la deducibilità segue tetti massimi legati ai ricavi o compensi.
Le spese sono deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti. Ricordiamo che dal 2025 anche per i professionisti vige l’obbligo assoluto di pagamento tracciabile per ottenere la deduzione.
La deducibilità varia a scaglioni in base ai ricavi annuali:
1,5% sui ricavi fino a 10 milioni di euro.
0,60% sui ricavi tra 10 e 50 milioni di euro.
0,40% sui ricavi oltre i 50 milioni di euro
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